Dopo l’incontro svoltosi mercoledì 16 settembre all'Unità di crisi della Regione Veneto emersa una drammatica realtà: disattesi gli accordi del 22 maggio. Slc Cgil Veneto e Cgil Padova chiedono un intervento fermo della politica e dello Stato contro chi elude le tutele di lavoratrici e lavoratori
Un autentico ribaltamento rispetto agli impegni presi e un colpo durissimo sferrato a 30 lavoratrici e lavoratori e alle rispettive famiglie sul territorio padovano. È questo l'amaro bilancio dell'incontro svoltosi mercoledì 16 settembre presso l'Unità di crisi della Regione Veneto, che ha visto attorno allo stesso tavolo le organizzazioni sindacali, Konecta Italia, E.ON Energia, Deloitte DBS e i rappresentanti regionali. La gara di appalto E.ON per i servizi di call center e back office, assegnata a Deloitte DBS, ha infatti rivelato la totale inosservanza del verbale firmato lo scorso 22 maggio 2026, nel quale la committenza si era impegnata a garantire la continuità occupazionale e le tutele contrattuali previste dalla clausola sociale. Di fronte ai 33 dipendenti impattati, la nuova aggiudicataria ha offerto soltanto la possibilità di svolgere colloqui per appena 8 posizioni a tempo indeterminato, rifiutando di applicare le garanzie territoriali e salariali correnti, e palesando l'intento di sostituire progressivamente il lavoro umano con processi di automazione e Intelligenza Artificiale.
"Quanto è successo è inaccettabile – dicono all'unisono Nicola Romanato, Segretario della Slc Cgil Veneto con delega alle Telecomunicazioni, la RSU in Konecta e funzionaria della categoria, Rossella Mercadante, e il Segretario Generale della Cgil di Padova, Gianluca Badoer, tutti presenti all'incontro – un vero e proprio voltafaccia rispetto agli impegni assunti solo pochi mesi fa 'nero su bianco' davanti alle istituzioni regionali. Ci troviamo di fronte a una vera e propria presa per i fondelli: E.ON ha scientemente eluso la clausola sociale, trincerandosi dietro un silenzio imbarazzante quando l'Unità di crisi ha chiesto conto del rispetto dei patti. L'ingresso di Deloitte DBS ha smascherato il reale obiettivo della committenza: minimizzare i costi e massimizzare i profitti, tagliando la manodopera per rimpiazzarla con l'Intelligenza Artificiale. Mettere in strada 30 famiglie con questa disinvoltura è un atto grave e irresponsabile che condanniamo con la massima fermezza".
"È evidente – proseguono i tre sindacalisti – che le ricadute saranno tutte sul territorio. Non possiamo permettere che aziende sane e di primo piano scarichino sui lavoratori e sulle comunità locali la transizione tecnologica. La portata di questa vertenza va ben oltre i confini padovani: se si fa passare il principio che la clausola sociale può essere aggirata e svuotata di significato attraverso nuovi bandi di gara orientati all'automazione, si spalancano le porte a un modello devastante in cui l'Intelligenza Artificiale non affianca il lavoro, ma lo distrugge. Occorre un forte richiamo alle istituzioni e al Governo: la politica e lo Stato devono far rispettare le leggi e la clausola sociale, applicando sanzioni e multe salate alle aziende che continuano ad esulare dai propri doveri sociali e contrattuali a discapito delle lavoratrici e dei lavoratori".
"Ancora una volta la logica del profitto e della finanza prevale sulla dignità del lavoro e sul rispetto degli accordi stipulati – concludono Romanato, Mercadante e Badoer –. La Slc Cgil Veneto e la Cgil di Padova non rimarranno a guardare. Porteremo questa battaglia su tutti i tavoli necessari, fino ai ministeri competenti. Nei prossimi giorni affronteremo i passaggi previsti con le parti datoriali, ma pretendiamo che entro la fine del mese, al nuovo tavolo di crisi regionale, E.ON e Deloitte rivedano radicalmente la loro posizione e garantiscano una reale rioccupazione per tutto il personale".