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FP Cgil Padova e Comune di Cadoneghe: la protesta dei dipendenti e la demagogia del sindaco Schiesaro

Cronaca di una mobilitazione necessaria: dai disservizi e dai fondi bloccati in municipio alla dura replica sindacale contro i proclama social

Non capita spesso che i dipendenti di un Comune decidano di scendere in piazza e protestare apertamente contro il proprio ente. Quando ciò accade, significa che il livello di esasperazione ha superato ogni soglia di tolleranza. È quanto è avvenuto a Cadoneghe, dove una ventina di lavoratori ha dato vita a un presidio davanti alla sede municipale per denunciare una gestione amministrativa giudicata insostenibile, rivendicando risposte concrete sulle assunzioni mancanti e sul pagamento delle spettanze arretrate.

Le ragioni della protesta e il muro del silenzio

La mobilitazione è nata a seguito dell'assemblea sindacale del 9 ottobre, momento in cui il personale ha scelto di dare un segnale visibile per denunciare le criticità irrisolte e il mancato rispetto degli impegni presi dall'amministrazione, compresi quelli formulati nei mesi scorsi in sede prefettizia.

Come spiegato da Maurizio Galletto della Fp Cgil Padova, insieme a Ettore Furlan (Cisl Fp Padova e Rovigo), Francesco Scarpelli e Paolo Manfrin (Uil Fp Padova), la situazione dell'organico e delle spettanze economiche è ormai insostenibile. A metà settembre le sigle avevano richiesto formalmente un incontro all'amministrazione, ma la convocazione per il successivo 28 ottobre è arrivata soltanto dopo l'annuncio pubblico del presidio, ponendo fine a circa un mese di silenzio. E già questo, spiega tante cose.

Sul fronte del personale, la carenza organica continua a pesare pesantemente sui carichi di lavoro. All'appello mancano due agenti di Polizia Locale, due unità destinate ai Servizi alla Persona e un assistente sociale. A questo si aggiunge il capitolo economico: ad oggi non risultano liquidate le quote di produttività relative alle annualità 2024 e 2025, oltre al conguaglio del 2023, risorse dovute che i lavoratori attendono da anni.

La replica social del sindaco e la risposta dei sindacati

All'indomani del sit-in, il sindaco Marco Schiesaro è intervenuto con un video sui social network. Nel tentativo di sminuire la protesta, il primo cittadino ha messo impropriamente a confronto le istanze dei dipendenti pubblici con le difficoltà vissute dal mondo agricolo e dell'autotrasporto. Un'uscita infelice, definita dai sindacati come un'operazione puramente demagogica, volta a sviare l'attenzione dalle proprie responsabilità di datore di lavoro.

Le organizzazioni sindacali hanno rispedito le accuse al mittente, sottolineando che i lavoratori non chiedono privilegi o benefit aggiuntivi, ma semplicemente il riconoscimento di diritti sacrosanti e di prestazioni già rese. La narrazione del posto fisso dorato viene così smontata dai dati reali: i dipendenti degli enti locali percepiscono retribuzioni tra le più basse, con stipendi medi che si aggirano sui 1.200-1.300 euro al mese. Bloccare per un triennio le risorse legate al lavoro significa mettere in seria difficoltà le famiglie.

Inoltre, i rappresentanti dei lavoratori hanno evidenziato come accostare e contrapporre realtà lavorative differenti rischi di generare sterili divisioni sociali e di incrinare il rapporto di fiducia tra la cittadinanza e chi garantisce quotidianamente i servizi essenziali per il bene pubblico.

La mobilitazione resta dunque confermata: i sindacati ribadiscono la propria disponibilità al confronto costruttivo in vista dell'incontro del 28 ottobre, auspicando che il confronto si sposti dai proclami social ai tavoli istituzionali per giungere finalmente ad atti e risposte concrete.

il servizio di Telenordest sulla mobilitazione delle lavoratrici e lavoratori del Comune di Cadoneghe

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