Grande partecipazione di lavoratori e pensionati padovani alla manifestazione nazionale di Piazza Mercato, uniti per rivendicare sicurezza e salari giusti nel giorno della Festa dei Lavoratori
Il Primo Maggio di quest'anno ha visto un significativo cambio di scenario per la Cgil di Padova che, anziché radunarsi come di consueto nella cornice cittadina di Piazza dei Signori, ha scelto di convogliare le proprie forze a Marghera. In circa un migliaio, tra lavoratrici, lavoratori e numerosi pensionati giunti da tutta la provincia sotto le insegne della Camera del Lavoro, hanno preso parte alla manifestazione unitaria organizzata da Cgil, Cisl e Uil in Piazza Mercato. La massiccia presenza padovana ha contribuito a dare voce a un territorio che chiede risposte concrete su temi urgenti e non più rimandabili.
"Quest’anno il cuore pulsante del nostro primo maggio si è spostato da Piazza dei Signori a Marghera, portando la voce di Padova in un coro nazionale per rivendicare un lavoro che sia finalmente dignitoso, ben retribuito e sicuro," ha dichiarato Gianluca Badoer, Segretario Generale della Cgil di Padova. "Abbiamo scelto di unirci a questa iniziativa unitaria per ribadire che la sicurezza non è un costo, ma un diritto inalienabile su cui non si può più trattare. In particolare, mi ha profondamente colpito la testimonianza di Monica Michielin, madre di Mattia Battistetti, giovane di Montebelluna morto sul lavoro in un cantiere, circa 5 anni fa: le sue parole sono un grido di giustizia che ci obbliga a lottare con ancora più forza affinché nessun altro genitore debba piangere un figlio morto in un cantiere. Non è più il tempo dei cordogli di facciata, ma di un impegno radicale per fermare questa strage quotidiana e restituire dignità a ogni lavoratrice e lavoratore".
Parallelamente alle celebrazioni di Marghera, la mattinata è stata caratterizzata dall'ormai tradizionale iniziativa "Pane&Rose", promossa da Filcams Cgil Padova insieme all'Udu e alla Rete degli Studenti. I volontari hanno attraversato le vie del centro per consegnare rose rosse alle commesse dei supermercati e ai lavoratori dei locali pubblici rimasti aperti durante la festività. Un gesto simbolico ma dal forte valore politico, volto a ricordare che il diritto al riposo e alla celebrazione del lavoro deve appartenere a tutti, accendendo un riflettore su chi, anche nel giorno del Primo Maggio, opera nei settori dei servizi e del commercio spesso segnati da turni logoranti e precarietà.
Il filmato con la giornata e i comizi del Primo Maggio dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil a Marghera