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28 aprile, Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza sul lavoro: le Segreterie Territoriali di Cgil Cisl e Uil chiedono un cambio di passo nella lotta contro le morti e gli infortuni nei luoghi di lavoro

In occasione del 28 aprile, i sindacati padovani analizzano i dati regionali e provinciali, sollecitando investimenti sulla prevenzione e sulla dignità del capitale umano per azzerare la scia di sangue nei luoghi di lavoro

In concomitanza con la Giornata Mondiale della Salute e Sicurezza sul Lavoro, istituita dall'ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) per promuovere una cultura globale della prevenzione, le segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil si sono riunite oggi a Padova per fare il punto su una piaga che, nonostante i segnali di miglioramento statistico, continua a colpire duramente il tessuto sociale. I dati del primo quadrimestre 2026 nel Veneto mostrano una flessione rilevante, con 8 decessi registrati rispetto ai 15 dello stesso periodo del 2025. Tuttavia, il quadro resta allarmante: a Padova si registrano 4 decessi da inizio anno, posizionando la provincia come "maglia nera" regionale subito dopo Verona. A preoccupare ulteriormente è l'impennata degli incidenti in itinere, aumentati a livello nazionale del 30% rispetto all'anno precedente.

"La sicurezza non è soltanto un tema che riguarda i lavoratori o i sindacati, ma è un fatto di società - afferma il Segretario Confederale della Cgil di Padova, Alioune Badara Diop - perché quando una persona muore per mancanza di un investimento privato, è tutta la nostra comunità a rimetterci, anche in termini di costi sociali. Pensiamo, per esempio, alle spese per i soccorsi e l'assistenza. Ciò significa che questa giornata deve essere un punto di partenza per arrivare all'obiettivo di zero morti, perché anche una sola vittima è di troppo e le famiglie non possono essere lasciate sole a gestire tragedie che spesso le portano a dover sostenere persino ingenti spese legali".

Per incidere realmente sul fenomeno, i sindacati puntano il dito sulla qualità della formazione e sulla necessità di scardinare la logica del massimo profitto. "Per questo intervento è necessaria la formazione di entrambe le parti, quella datoriale e quella dei lavoratori - dichiara il Segretario Generale della Cisl di Padova e Rovigo, Samuel Scavazzin - ma serve una formazione fatta con tutti i crismi, non i corsi online di otto ore assolutamente insufficienti a formare seriamente le lavoratrici e i lavoratori, bensì un percorso che trasmetta una vera cultura del lavoro. Non possiamo procedere basandoci solo sulla velocità degli impianti e sulla produttività esasperata; bisogna far sì che le lavorazioni procedano correttamente, superando la logica del 'abbiamo sempre fatto così' che spesso maschera solo una prolungata fortuna".

Il dibattito si sposta poi sulla necessità di rimettere al centro il valore della persona. "La dignità del lavoro passa attraverso la consapevolezza che le persone che lavorano devono poter tornare a casa con le proprie gambe - sottolinea il Coordinatore della Uil di Padova, Massimo Zanetti - e se oggi registriamo ancora decessi, significa che il capitale umano non è stato considerato in maniera adeguata. Sebbene la flessione dei morti in Veneto in questo inizio 2026 sia un dato positivo, non possiamo dichiararci soddisfatti, specialmente a fronte di un aumento del 30% degli incidenti che causano danni gravi come quelli uditivi. È necessario un impegno legislativo ancora più forte per impedire che si verifichi anche una sola morte sul lavoro".

Il servizio di Telenordest



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