Nella giornata di ieri, 30 gennaio 2026, dalle ore 8.00 alle ore 12.00 si è svolta l’Assemblea Generale delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Azienda Ospedaliera – Università di Padova.
L’assemblea ha registrato una partecipazione straordinaria, con oltre 200 presenze complessive tra lavoratrici e lavoratori presenti in sala e collegati da remoto, a testimonianza di un disagio diffuso, profondo e ormai non più rinviabile.
Al termine del dibattito, l’assemblea ha votato all’unanimità la proclamazione dello sciopero, conferendo mandato pieno alle organizzazioni sindacali UIL FPL e FP CGIL a proseguire lo stato di agitazione già in essere e ad arrivare, in assenza di risposte immediate, alla proclamazione di uno sciopero generale.
Il voto unanime rappresenta una risposta chiara e inequivocabile di un personale stanco, sotto pressione e non più disposto a sostenere sulle proprie spalle carenze strutturali croniche, che si manifestano nella grave mancanza di personale, nelle continue forzature organizzative, nei sistematici sforamenti delle sale operatorie, nell’utilizzo strutturale dei letti bis senza alcun incremento di organico e nelle condizioni inadeguate degli ambienti di lavoro e degli spazi comuni, a partire da spogliatoi e locali dedicati al personale, spesso indecorosi e insufficienti.
Le lavoratrici e i lavoratori chiedono con forza:
- l’assunzione immediata del personale mancante, per porre fine a una cronica e inaccettabile carenza di organico;
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lo stop immediato alle riorganizzazioni “selvagge”, utilizzate esclusivamente per tamponare le carenze di personale e scaricare il peso organizzativo sui lavoratori;
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dotazioni organiche coerenti con i carichi di lavoro reali;
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lo stop ai continui e sistematici sforamenti delle sale operatorie, che producono un allungamento strutturale degli orari di lavoro, aumento dello stress e ricadute sulla sicurezza di operatori e pazienti;
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la presenza dell’OSS anche nei turni notturni nelle chirurgie e in tutti i reparti di degenza aperti 24 ore su 24, a tutela sia dei lavoratori che della sicurezza dei pazienti;
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un segnale chiaro, formale e definitivo di non modifica degli orari di lavoro per il personale delle radiologie e delle sale operatorie;
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un investimento serio, concreto e strutturato sul benessere organizzativo, oggi ridotto a mere dichiarazioni di principio;
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l’attivazione immediata dei buoni pasto per tutto il personale che non può usufruire della mensa aziendale per ragioni di orario, lavoro notturno o festivo;
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un intervento urgente sulle gravi criticità strutturali degli spazi comuni, in particolare spogliatoi, locali di ristoro e aree dedicate al personale;
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la cessazione dell’utilizzo ormai strutturale dei cosiddetti “letti bis”, attivati senza alcuna aggiunta di personale, con un aggravio insostenibile dei carichi di lavoro e gravi ricadute sulla sicurezza.
Le richieste avanzate non sono rivendicazioni ideologiche, ma condizioni minime e irrinunciabili per garantire dignità lavorativa, sicurezza degli operatori e qualità dei servizi sanitari.
I tempi delle risposte sono definitivamente scaduti. A fronte di ripetute e formali richieste di confronto avanzate dalle organizzazioni sindacali, l’Amministrazione ha scelto di non concedere alcun reale spazio di dialogo, assumendosi pienamente la responsabilità dell’attuale stato di conflitto. Non sono più accettabili rinvii, silenzi o promesse. L’assemblea chiede atti concreti, formali e verificabili entro 24 ore. In assenza di risposte immediate, è stato conferito mandato pieno e irrevocabile a UIL FPL e FP CGIL ad attivare tutte le azioni di mobilitazione previste, fino alla proclamazione dello sciopero generale. La pazienza è esaurita. Ora servono fatti, non parole.
Le Segreterie di Fp Cgil Padova (Alessandra Stivali e Alfredo Sbucafratta) e di Uil Fpl Padova (Luigi Spada, Tiziana Marullo e Scarpelli Francesco)