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Ondate di calore: la Fillea Cgil di Padova chiede un cambio di passo dopo i primi controlli e le sanzioni

Il sindacato analizza la situazione alla luce dei provvedimenti di Spisal e Ispettorato: il rischio caldo è ormai strutturale e richiede rimodulazioni dei turni, tutele omogenee negli appalti, tavoli di confronto nei territori e protezioni adeguate

“La pubblicazione dei dati relativi ai primi controlli e alle sanzioni comminate nei cantieri edili del nostro territorio per il mancato rispetto delle norme anti-caldo solleva un velo su una realtà che, come sindacato, denunciamo da tempo”. A dirlo è la Fillea Cgil di Padova, la categoria che segue, fra gli altri, i lavoratori edili, che aggiunge: “Le ondate di calore estremo che stanno attraversando la provincia di Padova non possono più essere trattate come un’improvvisa emergenza stagionale. Siamo di fronte a un cambiamento climatico strutturale e sistemico che impatta direttamente sulla salute e sulla vita di chi lavora nei cantieri, esposto a temperature insostenibili, radiazioni solari dirette e allo stress termico amplificato dall'uso di DPI pesanti e superfici riflettenti come cemento e lamiere”.

A seguito delle ordinanze regionali e comunali emanate per fronteggiare l'emergenza, la Fillea Cgil di Padova si è attivata immediatamente per verificare l'effettiva applicazione delle tutele nei grandi cantieri del territorio, a partire dalle opere strategiche per la viabilità locale.

"A seguito delle ordinanze regionali – dichiarano il Segretario Generale della Fillea Cgil di Padova, Benedetto Truppa, e il Segretario Provinciale, Massimo Pomaro – abbiamo immediatamente richiesto un incontro urgente alla ditta ICM, l'impresa affidataria della linea del tram denominata SIR 2 – Lotto 1 ovest, che ha in carico l'esecuzione della tratta tramviaria dal comune di Mestrino fino a Corso Milano nel centro di Padova, proprio per verificare nel dettaglio le procedure di sicurezza messe in atto. Successivamente, il 25 giugno 2026, anche a seguito dell’ordinanza del Comune di Padova sulla modifica temporanea degli orari per i lavori rumorosi, abbiamo svolto un tavolo di confronto presso il campo base di Rubano con tutti i rappresentanti delle aziende metalmeccaniche ed edili presenti in subappalto. Durante l'incontro è stato ribadito con forza che le aziende, siano esse affidatarie o in subappalto, devono agire fattivamente sulla propria organizzazione del lavoro. Non basta una disposizione sulla carta: serve rimodulare concretamente i turni, garantire rotazioni sulle mansioni più gravose e aumentare le pause brevi in aree che siano realmente ombreggiate e raffrescate”.

“Su questo punto – proseguono i rappresentanti sindacali – abbiamo fatto presente, ad esempio, che l’ombra ottenuta con un gazebo nero, l’unico inizialmente posizionato nella tratta interessata, non rispondeva affatto alle necessità cromatiche per creare una barriera efficace contro le radiazioni solari. La ditta ICM ha infine fornito la procedura operativa contro i colpi di calore, trasmettendola a tutte le ditte in subappalto che hanno temporaneamente modificato gli orari, anticipando l’inizio dei lavori e terminando entro le ore 12:30. Nessuna impresa ha mostrato l’intenzione di riprendere le attività nel tardo pomeriggio: una scelta che riteniamo corretta e di buon senso, poiché lavorare sull'asfalto rovente dopo le 16:00 è impraticabile e pericoloso per la salute. Abbiamo inoltre insistito sulla necessità di una formazione mirata per operai e preposti, affinché sappiano riconoscere immediatamente i sintomi precoci del colpo di calore, come vertigini, cefalea e crampi, intervenendo con un primo soccorso tempestivo".

“Quel che ci preme sottolineare – concludono Truppa e Pomaro – è che la gestione del rischio calore sia un preciso obbligo di legge che spetta al datore di lavoro, che deve integrare tale valutazione nel DVR (Documento di Valutazione Rischi). Inoltre, è chiaro e pacifico che il clima non è più un problema emergenziale, un qualcosa che ci mette di fronte a episodi isolati. Purtroppo, è diventato un problema strutturale, che si ripeterà ogni estate. Affinché venga affrontato efficacemente, necessita quindi sia di una legge nazionale che dia uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale, sia di un tavolo permanente di confronto da tenere nelle Prefetture di ogni provincia a cui devono partecipare tutte le parti sociali coinvolte, al fine di individuare le migliori azioni correttive possibili. Ed è inoltre fondamentale che le tutele vengano applicate in modo omogeneo non solo in tutto il territorio ma anche a tutti i lavoratori impegnati nella filiera, senza distinzioni tra dipendenti diretti e ditte in subappalto. Ed è proprio per questo motivo che vogliamo ricordare l'importanza della raccolta firme attualmente promossa dalla CGIL per la proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti. L'obiettivo della proposta è garantire parità di tutele economiche, normative, di salute e sicurezza per tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti negli appalti, promuovendo un sistema di controlli più rigido che metta al centro la dignità del lavoro e la prevenzione degli infortuni, impedendo che la produttività venga anteposta alla vita umana”.  

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