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Disposizioni urgenti per il Piano Casa: Memoria Cgil, Fillea, Sunia in audizione presso la Commissione VIII della Camera dei Deputati

Pubblichiamo la memoria CGIL, FILLEA CGIL, SUNIA presentata in Audizione presso la Commissione VIII della Camera dei Deputati sul disegno di legge C. 2920, di conversione del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, recante disposizioni urgenti per il Piano Casa.

Il Disegno di legge n. 2920 relativo alla Conversione in legge del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, recante disposizioni urgenti per il Piano Casa” presenta molti aspetti critici e alimenta forti preoccupazioni.

Nel nostro Paese ci sono un milione di nuclei familiari in condizioni di povertà assoluta che vive in affitto, un milione e mezzo di famiglie in condizioni di disagio abitativo grave o acuto, 350 mila famiglie in graduatoria da decenni per una casa popolare, oltre alle tante che, pur potendo avere i requisiti non presentando la domanda: sono i numeri di un disagio abitativo crescente e di un’emergenza sociale alimentata dalla precarizzazione del lavoro, dalla caduta dei redditi e dalle diseguaglianze crescenti.

Di fronte a questo scenario, la risposta del Governo è un Piano Casa che nasconde la svendita del patrimonio di edilizia pubblica, l’apertura alla rendita immobiliare senza misure che mettano al riparo dai rischi della speculazione e la definitiva abdicazione dello Stato al proprio ruolo di garanzia dei diritti sociali. In sostanza, si scarica sul mercato immobiliare e soprattutto sui grandi operatori privati il problema del disagio abitativo.

Il diritto alla casa necessita di un forte intervento pubblico. Non si può delegare al solo mercato privato: serve una politica sociale e industriale sulla casa che nel Piano non si ravvisa.

Per CGIL, FILLEA e SUNIA, è necessario rilanciare una politica che garantisca sia il diritto alla casa che l’inclusione e la coesione sociale, proponendo regole di sostenibilità in termini di qualità e costi, e garantendo il benessere delle persone e delle comunità, identificando interventi che mirino a soddisfare le esigenze ambientali, contrastando provvedimenti che favoriscono interessi speculativi e alimentano ulteriori squilibri nel mercato immobiliare.

Occorre una politica che agisca sia a livello centrale che locale con una strategia complessiva per affrontare i nodi del disagio abitativo con determinazione e con risorse adeguate, considerando la casa come una infrastruttura sociale indispensabile, potenziando e progettando soluzioni da inserire in più ampi processi di rigenerazione urbana, in particolar modo nelle aree metropolitane dove la tensione abitativa è più alta. Per questo occorre:

  • riconoscere che la casa è un diritto, come la salute, l’istruzione, il lavoro;
  • considerare il servizio abitativo destinato a cittadini che si trovano in una situazione di disagio economico come parte dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEPS) da garantire su tutto il territorio nazionale;
  • rifinanziare il Fondo di sostegno per l’affitto e il Fondo per la morosità incolpevole con dotazioni adeguate e strutturali per contribuire ad abbassare l’incidenza dei canoni sui redditi delle famiglie in difficoltà;
  • incrementare l’offerta di edilizia residenziale pubblica, attraverso un programma pluriennale, con finanziamenti adeguati per accrescere il patrimonio ERP, anche attraverso la riqualificazione del patrimonio esistente a partire da quello non utilizzato, affrontando la questione dell’efficientamento energetico, in processi rigenerativi in ambito urbano, contrastando ulteriori dismissioni;
  • ripensare il ruolo degli ex IACP e innovarne la gestione, attraverso una legge quadro nazionale che definisca regole omogenee per tutti gli istituti, la natura degli Enti, l’attribuzione dei compiti, i criteri per la gestione;
  • fermare privatizzazioni e alienazioni di edifici pubblici inutilizzati, quali aree dismesse, caserme, aree ferroviarie, luoghi da riqualificare, da riconvertire e destinare all’edilizia residenziale pubblica e sociale;
  • valorizzare il consistente patrimonio costituito dai bene confiscati alla criminalità organizzata, da destinare a finalità sociali e abitative;
  • garantire riqualificazione, efficienza energetica, sicurezza e salubrità, in linea con lo sviluppo sostenibile e la giusta transizione ambientale promossa dal Green Deal europeo;
  • realizzare residenze universitarie pubbliche e incrementare il “Fondo per gli Studenti fuori sede” per garantire il diritto allo studio;
  • rivedere il regime fiscale legato alle locazioni per incentivare al massimo il canone concordato per favorire le locazioni di lunga durata e quelle transitorie per studenti che in molte città sono sfavorite dal fenomeno degli “affitti brevi”;
  • rivedere e rendere strutturali le agevolazioni fiscali per riqualificazione, efficientamento e messa in sicurezza degli immobili;
  • adottare una legge per il settore delle locazioni brevi, dando facoltà ai Comuni di prevedere forme di utilizzazione, eventuali differenziazioni per zone, limitazioni per le attività, divieti e limiti temporali;
  • rendere le città più inclusive, sostenibili e accoglienti, attraverso processi di riqualificazione e rigenerazione urbana, e recuperare rapidamente i ritardi nella realizzazione dei progetti del PNRR;
  • rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più longeva mettendo in stretta connessione la condizione abitativa e i servizi di prossimità territoriali, in particolare quelli socioassistenziali, per permettere alle persone con disabilità e alle persone anziane di vivere nella propria casa il più a lungo possibile in condizioni di autonomia, nonché rilanciare un piano per il superamento delle barriere architettoniche;
  • promuovere progetti di cohousing, per promuovere percorsi di inclusione e autonomia delle persone con disabilità più gravi e complesse;
  • affrontare le politiche abitative con un forte ruolo programmatorio nazionale, attraverso una struttura di governo dedicata, e dare piena operatività all’Osservatorio nazionale della condizione abitativa (OSCA);
  • promuovere le Agenzie per l’Abitare;
  • contrastare i rincari delle utenze a partire da quelli dell'energia, ambito che necessita di misure strutturali, anche attraverso un Fondo di contrasto della povertà energetica;
  • adottare misure per le aree urbane e per le aree interne per valorizzare i territori, invertire i processi di abbandono e superare le diseguaglianze;
  • ripensare le città anche in ottica di genere;
  • integrare l’edilizia pubblica l’Edilizia residenziale sociale (ERS), attraverso la collaborazione fra soggetti diversi a carattere istituzionale, imprenditoriale, associativo e cooperativo, con la necessaria regia pubblica e forme di contenimento dei profitti che assicurino la valenza sociale degli investimenti.

Piano Casa: Memoria Cgil, Fillea, Sunia in audizione presso la Commissione VIII della Camera dei Deputati

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