Mercoledì 11 marzo, la Filcams Cgil di Padova ha ufficialmente comunicato l’apertura dello stato di agitazione per le lavoratrici e i lavoratori impiegati negli appalti delle biblioteche e delle aule didattiche presso l’Università di Padova per conto della società Euro&Promos FM SPA.
“Si tratta di una decisione – spiegano Giorgia Marchioro, Segretaria Generale della Filcams Cgil Padova, e Marquidas Moccia, la funzionaria della categoria che sta seguendo nello specifico questa vertenza – maturata dopo il tavolo di confronto dello scorso 4 marzo, durante il quale l’azienda ha fornito risposte ritenute del tutto insufficienti rispetto alle numerose criticità segnalate da tempo. Abbiamo atteso una settimana dopo l’incontro ma non è arrivato nessun intervento da lato aziendale, almeno sulle questioni urgenti su cui c’era stato l’impegno. Riteniamo la riapertura dello stato di agitazione l’unica risposta possibile al tentativo di dilatare ancora i tempi e non rispondere delle proprie responsabilità. In particolare, le motivazioni della protesta riguardano l’aumento della precarietà lavorativa, con il massiccio utilizzo di lavoratori a tempo determinato e a chiamata anche in violazione delle normative vigenti. Ci sono ancora lavoratori sotto la soglia minima dell’orario minimo contrattuale indicato dal CCNL e mancano risposte alle lacune sul fronte della formazione e della sicurezza sul lavoro, più volte riscontrate e segnalate. Un muro di silenzio che i dipendenti non sono più disposti a tollerare”.
“Giusto sottolineare – precisano Marchioro e Moccia – che a pesare sulla decisione di procedere verso lo stato di agitazione sono state anche le costanti difficoltà di comunicazione con il responsabile territoriale e il mancato riconoscimento di differenze retributive dovute a inquadramenti errati, una situazione che si trascina ormai da mesi senza interventi concreti. E i dipendenti hanno perso la pazienza”.
"Stiamo parlando di circa una trentina di lavoratrici e lavoratori – aggiungono le due sindacaliste – la cui attività è pesantemente condizionata da una gestione che privilegia il lavoro a chiamata e i contratti a termine, ignorando perfino le disponibilità al lavoro supplementare dei part time già presenti. Non è più accettabile che il personale rimanga in balia degli eventi in attesa di risposte che non arrivano. Chiediamo soluzioni urgenti per stabilizzare le ore e dare certezze a chi opera in questo appalto”.
“Allo stesso tempo – proseguono le due rappresenti sindacali – manteniamo aperto il confronto con l’Università di Padova, in quanto stazione appaltante, affinché vengano garantiti i diritti e la dignità di chi lavora nelle proprie strutture".
“Come sindacato – concludono Marchioro e Moccia – ribadiamo che la lotta alla precarietà passa necessariamente attraverso la stabilizzazione delle ore e il rispetto delle normative vigenti. Se continueranno a venire meno queste condizioni e l’azienda manterrà l’attuale atteggiamento non fornendo nessun segnale di cambiamento, ci riserveremo di intraprendere ulteriori iniziative a sostegno della lotta di queste lavoratrici e lavoratori che meritano solo rispetto.”