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Vertenza Konecta/E.ON, ieri il presidio dei dipendenti davanti alla sede. E.ON diserta il tavolo regionale convocato nel pomeriggio. La Slc Cgil Veneto denuncia l’impatto dell’AI sulla pelle delle lavoratrici

Trenta famiglie a rischio per la mancata applicazione delle tutele nel cambio di appalto con Deloitte DBS. Il Sindacato alza la voce: “Comportamento inaccettabile, la battaglia per la difesa dell’occupazione e della dignità del lavoro prosegue con ancora maggiore determinazione”

Si è svolto questa mattina, davanti alla sede di Konecta SpA in via Savelli 102 a Padova, un partecipato presidio di protesta che ha visto la presenza di oltre cinquanta tra lavoratrici e lavoratori — in larga maggioranza donne — riuniti per manifestare contro una situazione occupazionale ormai estremamente fragile ed esposta a fortissimi rischi. La mobilitazione, promossa dalla Slc Cgil Veneto e da UILFPC, nasce dalla mancata applicazione della clausola sociale a seguito della rescissione del contratto di servizio da parte del committente E.ON Energia e della successiva riassegnazione delle attività a Deloitte DBS, scenario che mette a grave rischio il futuro di circa 30 famiglie. Ad aggravare ulteriormente il quadro, proprio durante il presidio è giunta la notizia che E.ON ha deciso di disertare il confronto istituzionale fissato per il primo pomeriggio di oggi presso la Unità di Crisi della Regione Veneto.

“Oggi siamo qui in presidio – spiega Nicola Romanato della Slc Cgil Veneto – perché le lavoratrici e i lavoratori non intendono subire passivamente un'ingiustizia inacettabile. Con la perdita della gara d’appalto di E.ON e il relativo affidamento a Deloitte senza l'inserimento dell'obbligo di garanzia della clausola sociale rappresentano una ferita gravissima per questo territorio. Parliamo di 30 lavoratrici che avrebbero dovuto essere tutelate e che invece rischiano di restare incastrate in un'azienda come Konecta, già fortemente provata e in regime di contratti di solidarietà, esponendo l'intero sito padovano, che ricordo che è passato negli anni da oltre 210 addetti agli attuali 70, al concreto pericolo di una progressiva smobilitazione o di un imminente avvio di procedure di licenziamento collettivo”.

“E l’atteggiamento irresponsabile delle aziende coinvolte – rincara Romanato – prosegue con immutata gravità. È scandaloso che realtà economicamente floride e di primaria grandezza come E.ON e Deloitte si rifiutino di assumersi la dovuta responsabilità sociale nei confronti di chi ha garantito la qualità del servizio per anni, calpestando di fatto anche gli impegni e le intese condivisibili assunte nei tavoli istituzionali per evitare forme di vera e propria macelleria sociale. A questo quadro già drammatico si aggiunge oggi una vera e propria doccia gelata: la notizia dell'assenza di E.ON, al tavolo di conciliazione ed esame convocato dalla Regione Veneto per il pomeriggio, rappresenta un pessimo segnale che dimostra la reale volontà dell'azienda di sfuggire al confronto diretto e di voltare le spalle alle lavoratrici e ai lavoratori”.

“Concludo ribadendo – chiude il rappresentante della Slc Cgil Veneto – che il sindacato e le RSU non faranno un singolo passo indietro di fronte a questo arroccamento e a questi sgarbi istituzionali. Continueremo a pretendere con forza il rispetto rigoroso delle tutele occupazionali e della clausola sociale. Se E.ON e Deloitte pensano di scaricare i costi delle proprie operazioni industriali o di efficientamento sulle spalle delle persone e delle loro famiglie con l’utilizzo dell’Intelligenza Artficiale, sappiano che la Slc Cgil e i lavoratori metteranno in campo ogni azione di lotta necessaria per difendere con assoluta determinazione ogni singolo posto di lavoro”.  

Il servizio di Telenordest sul presidio di ieri delle lavoratrici e lavoratori di Konecta spa

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