Successo straordinario per le due petizioni parallele promosse da sindacati, studenti e docenti: un segnale inequivocabile della cittadinanza contro lo svuotamento dell'organico che tiene in ostaggio uno dei presidi culturali più antichi e prestigiosi d’Italia
"La Biblioteca Universitaria di Padova non rappresenta soltanto un presidio culturale di primaria importanza per la città e per il Veneto, ma costituisce una delle istituzioni bibliotecarie più antiche e prestigiose del nostro Paese. Da quasi quattro secoli essa custodisce un patrimonio librario e manoscritto di eccezionale valore, alimentando la ricerca scientifica, la formazione universitaria e la vita culturale nazionale e internazionale". Con queste parole, tratte direttamente dalla lettera indirizzata al Ministero, si apre la grande mobilitazione popolare che ha unito sindacati, docenti, studenti e semplici cittadini in difesa dello storico istituto padovano.
Una mobilitazione straordinaria, nata dal basso e cresciuta in pochissimo tempo per salvare un pezzo insostituibile della storia cittadina. In appena un mese, la raccolta firme lanciata da Cgil Padova, FP Cgil Padova, Spi Cgil e UDU ha raccolto ben 1.230 firme. A queste si aggiungono le 2.963 adesioni raccolte dalla petizione parallela promossa e appena conclusa dal gruppo di docenti universitari, studiosi e utenti coordinato dalla Prof.ssa Chiara Ponchia dell'Ateneo padovano.
In queste ore, le oltre 4.000 firme complessive vengono formalmente inviate al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e alla Direzione Generale Biblioteche guidata da Paola Passarelli, accompagnate da una lettera formale per fare massima pressione sul Ministero affinché sblocchi le assunzioni necessarie a coprire la drammatica carenza di organico.
"La situazione della struttura ad oggi è estremamente critica e non ci sono soluzioni se non l'ulteriore chiusura — spiegano Alessandra Stivali, Segretaria Generale della Funzione Pubblica CGIL Padova, e la Segretaria Provinciale Angela Marigo —. Purtroppo, da ultime informazioni, il concorso pubblico che dovrebbe portare nuove forze è stato addirittura messo in coda a quelli che devono uscire in questo periodo, allungando i tempi in modo insostenibile per la tenuta dei servizi minimi. Noi non abbandoneremo il problema e le richieste. Chiediamo invece un forte e trasversale sostegno alla politica, anche alla luce delle interrogazioni parlamentari, regionali e comunali già presentate. È del tutto inaccettabile che si rischi l'interruzione dell'attività per la sola mancanza di personale, specialmente a fronte dei rilevanti investimenti recentemente destinati proprio alla riqualificazione e alla messa in sicurezza della sede e delle sue collezioni".
Una presa di posizione netta a cui fa eco il mondo accademico e della ricerca scientifica, sceso in campo in prima linea fin dalle prime battute della vertenza. "È oltremodo significativo — aggiunge la Prof.ssa Chiara Ponchia, che per prima ha lanciato la raccolta firme tra i docenti dell'Ateneo — che di fronte al prospettarsi della chiusura della Biblioteca Universitaria siano state lanciate con prontezza due petizioni indipendenti, che hanno fin da subito riscosso un enorme successo, a dimostrare come la chiusura di tale istituzione costituirebbe non solo un danno per chi ci lavora, ma un ammanco, una ferita profonda e un dispiacere per ampie fette della cittadinanza e non solo".
La FP Cgil Padova, insieme a Cgil Padova, Spi Cgil Padova, UDU e al comitato dei docenti, chiede che il Ministero della Cultura prenda in attenta considerazione le istanze della comunità padovana e favorisca, nelle imminenti e future assegnazioni di personale, le soluzioni necessarie a scongiurare una perdita che avrebbe conseguenze profonde e durature non solo per la città ma per l’intero patrimonio culturale del Paese.