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Prima vittima sul lavoro del 2026: tragedia a Borgoricco, muore l'autotrasportatore Fabrizio Braghetto. Badoer (Cgil): «Vergogna immorale, non chiamatela fatalità»

Il 2026 si apre sotto il segno della tragedia per il mondo del lavoro: Fabrizio Braghetto, autotrasportatore di 65 anni residente ad Arsego di San Giorgio delle Pertiche, è la prima vittima sul lavoro dell’anno in Italia e in Veneto. Il drammatico incidente è avvenuto lunedì 7 gennaio, tra le 13:00 e le 13:30, presso gli spazi esterni dell’azienda “Rizzato Calzature Megastore” in via dell’Industria a Borgoricco. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai Carabinieri e dai tecnici dello Spisal, l'uomo sarebbe caduto all'interno di un autocompattatore destinato alla gestione di carta e cartoni mentre svolgeva le proprie mansioni. Un impatto fatale che ha trasformato un normale lunedì di lavoro in un evento straziante per i suoi familiari, gli amici e l'intera comunità di Arsego e Borgoricco.

Sulla vicenda è intervenuto con parole cariche di sdegno Gianluca Badoer, segretario generale della Cgil di Padova, trasformando il dolore in una denuncia politica e sociale senza appelli: «Nell'era tecnologica, dove si controlla tutto e tutti in ogni dove, non è accettabile che accadano infortuni simili: è una vergogna e le responsabilità vanno punite. Siamo di fronte a un evento semplicemente immorale e guai a chi lo classifichi come fatalità». La dichiarazione di Badoer mette a nudo il paradosso di un sistema produttivo avanzato che, nonostante le possibilità tecniche di monitoraggio e prevenzione, continua a piangere vite umane per dinamiche che il sindacato rifiuta di considerare casuali.

Mentre le autorità competenti proseguono gli accertamenti sul macchinario per individuare eventuali falle nei sistemi di sicurezza o responsabilità di terzi, resta il vuoto lasciato da un lavoratore esperto, ormai prossimo alla pensione, che ha perso la vita in modo atroce. La morte di Braghetto non è solo una statistica che inaugura tristemente il nuovo anno, ma un monito severo sulle priorità di un Paese che non può più permettersi di considerare la sicurezza sul lavoro come un elemento secondario rispetto alla produttività.

Il servizio di ChioggiaAzzurra con il commento dell'esperto in sicurezza sul lavoro, Paolo Bonafè, sull'infortunio mortale a Borgoricco

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