Si è svolto ieri, martedì 11 marzo, l’incontro tra il Prefetto Giuseppe Forlenza e la delegazione composta dai rappresentanti provinciali di Cgil Cisl e Uil, rispettivamente Aldo Marturano, Samuel Scavazzin e Massimo Zanetti, e i portavoce di tre Associazioni (Anpi con Floriana Rizzetto, l’Arci con Serena Maule e il Circolo Nadir con Giovanni Zamponi) in rappresentanza delle 14 organizzazioni del territorio (in gran parte del terzo settore) che avevano fatto formale richiesta al Prefetto di avere un confronto sull’ordinanza che dal 6 febbraio ha istituito la cosiddetta “zona ad alto impatto”, più comunemente chiamata Zona Rossa, nell’area intorno alla stazione di Padova.
“Un confronto molto utile e costruttivo – ha riferito il Segretario della Cgil di Padova, Aldo Marturano – in quanto abbiamo trovato nel prefetto Forlenza una persona sensibile, che ci ha ascoltati esponendoci il proprio punto di vista. Noi gli abbiamo voluto spiegare perché riteniamo che allo scadere della sperimentazione, prevista per i primi di aprile, non si debba procedere con il rinnovo dell’ordinanza e, a supporto delle nostre tesi, abbiamo provato a raccontargli la nostra città, qual è il retroterra culturale e sociale in cui si inserisce, di come sia diventata negli scorsi anni capitale europea del volontariato. Ci è dispiaciuto che sia stata rappresentata come una città bisognosa di provvedimenti repressivi e sanzionatori, ignorando invece la sua complessità e che le soluzioni al disagio vanno necessariamente cercate in un’altra direzione”.
“Perché – ha spiegato Marturano – nella zona della stazione non vivono solo delinquenti, ci sono anche tante persone che campano facendo lavoretti in nero e che semplicemente non hanno una casa dove andare a dormire vista la grave crisi abitativa che vive la città. Persone che sono semplicemente povere, verso cui un approccio sanzionatorio è assolutamente ingiustificato e anche inutile”.
“Vista la situazione – ha concluso il Segretario Generale della Cgil di Padova – la nostra richiesta è stata quella di coinvolgerci e di entrare anche noi nel tavolo istituzionale chiamato a valutare l’efficacia della disposizione, partecipando al monitoraggio di questi fenomeni e provando a seguire percorsi di rigenerazione urbana, coinvolgendo i commercianti e puntando alla comprensione del fenomeno. Ci siamo quindi resi disponibili a creare dei presidi che lavorino per l’inclusività. Il Prefetto ci ha ascoltato e ha accettato”.
Il servizio di Telenordest dopo l'incontro tra Sindacati e Associazioni con il Prefetto