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Morte e incidenti sul lavoro in Provincia di Padova. Cgil e Fiom di Padova: “Ripensare il modello di sviluppo”

Cgil Padova e Fiom Cgil Padova: “Il triste bollettino di oggi ci conferma la necessità di pensare ad un modello di sviluppo che non metta al primo posto il profitto, bensì la vita umana. Non si può più morire per lavoro”

“Si indirizzino una parte delle risorse del Pnrr alla tutela della salute di chi sostiene lo sforzo produttivo del Paese, cioè i lavoratori”.


Dopo la mattinata funestata da due gravi infortuni ed una vittima (sembra per cause naturali) in aziende della provincia di Padova non si fa attendere la reazione della Cgil di Padova per bocca del Segretario Confederale con delega alla Sicurezza, Dario Verdicchio e del Segretario Generale della Fiom Cgil di Padova, Loris Scarpa.

“In attesa di avere maggiori dettagli e particolari sugli incidenti – dicono i due sindacalisti – non possiamo, al momento, oltre che esprimere la nostra amarezza per l’inaccettabile consuetudine con cui accadono questi episodi, che sollevare una domanda: ha senso un modello produttivo che contempla almeno tre vittime e innumerevoli feriti giornalieri per sostenersi? Non è ora di fare qualcosa affinché valori come profitto e fatturato lascino il posto a sicurezza del ritorno a casa per i lavoratori? E non sarebbe ora di fare qualcosa di concreto affinché ci sia questo cambio di paradigma?”

“E aggiungiamo: quale miglior momento di ora, viste le ingenti risorse in arrivo dall’Europa?” chiedono Dario Verdicchio e Loris Scarpa che proseguono “Tra tutti i miliardi in arrivo dall’Europa previsti dal Pnrr, non si potrebbe provare ad innescare un dibattito politico affinché qualcuno di questi venga indirizzato alla tutela e alla salute dei lavoratori prevenendo, innanzitutto, la possibilità che cadino vittima di infortunio o peggio? Del resto, sono anni che se ne parla, le molteplici vie per incidere sulle drammatiche cifre delle vittime sul lavoro (corsi di formazione, strumenti normativi e tecnologici, vantaggi fiscali ecc.) sono state ampiamente spiegate e individuate da tempo ma non sono mai state concretamente messe in atto. Chiediamo: non sarebbe ora di farlo?”

“Francamente – concludono i due sindacalisti della Cgil di Padova – troviamo frustrante, vista la frequenza, dover ogni volta che accadono incidenti sul lavoro, mortali o non, rilasciare dichiarazioni di circostanza a commento del fatto. La verità è che le parole ormai stanno a zero, è necessario passare ai fatti. Vogliamo ricordare che solo poco più di un mese fa, il 20 luglio scorso, Cgil Cisl e Uil si sono ritrovate in una partecipatissima manifestazione a Vicenza per chiedere alla Regione Veneto di dare seguito e rispettare gli impegni presi in tema di sicurezza, a partire dall'implementazione del numero di ispettori Spisal, assolutamente oggi deficitario. Attendiamo ancora risposte".

 
 
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