I sindacati con i lavoratori dell'ospedale Sant'Antonio

Ospedale SantAntonio


Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che seguono sia i lavoratori della Ulss euganea sia dipendenti dell'Azienda ospedaliera, sono state convocate, nella giornata di lunedì 16 settembre, da entrambe le amministrazioni per discutere del passaggio dell'Ospedale Sant'Antonio all'Azienda ospedaliera.

"La convocazione - hanno dichiarato i rappresentanti sindacali - è di per sé una cosa positiva. Non possiamo però non sottolineare che questo primo incontro sia avvenuto a decisioni già assunte. La data di cessione è stabilita al 1 gennaio 2020 sotto forma di comodato d'uso per quanto riguarda lo stabile, con le spese di utilizzo e manutenzione a carico però dell'Azienda ospedaliera, e di cessione di ramo d'azienda per ciò che riguarda le attività che si svolgono nella struttura di via Facciolati".

"Si tratta - hanno proseguito - di un pacchetto che ci viene proposto già chiuso e che lascia pochi margini di trattativa. Secondo quanto deciso, tutti i dipendenti del Sant'Antonio sarebbero indirizzati a diventare dipendenti dell'Azienda".

"Abbiamo avanzato alle due Amministrazioni - concludono i sindacalisti - la proposta di istituire nel più breve tempo possibile un tavolo di confronto che abbia come primo tema all'ordine del giorno proprio il passaggio del personale.

Per noi va ripristinata la volontarietà ed eliminato l'obbligo per i lavoratori del Sant'Antonio.

Abbiamo poi chiesto tutta la documentazione necessaria per esprimere una valutazione più compiuta. Fino a ora abbiamo ascoltato solo parole. Perfino oggi non ci è stata fornita nessuna carta.

Vanno poi revisionati i fondi contrattuali, che oggi sia in Azienda che all'Ulss sono ridotti al minimo. Senza implementazione dei fondi nessuna armonizzazione sarà possibile e si verificheranno significative disparità di trattamento tra i lavoratori o, peggio, una revisione al ribasso delle loro condizioni contrattuali e salariali.

Abbiamo chiesto, ancora, la garanzia che siano mantenute le posizioni giuridiche dei lavoratori, in particolare per quanto riguarda il part time.

In definitiva, perché questa operazione non sia consumata sulla pelle di chi lavora e peggiorando i servizi per i cittadini, occorrono finanziamenti adeguati. Su queste basi continueremo il confronto".

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